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122. damasconte
gli ultimi respiri della mia vita mi hanno piantato stó coltello si é stata una morte voluta ho sempre pensato a te cara mia pollastra sté pupe venivano a prendere la roba si strusciavano gliela davo gratis me la davano così manco le guardavo mentre me le facevo chiudevo stí occhi pensavo ai nostri momenti tormenti a quanto hai mentito a quanto hai giocato pensavo di aver trovato quella luce nel nostro cammino sentiero insieme era un camino è bruciato tutto nulla si ricuce é vero chi conduce ci rimette sempre quel percorso l'abbiamo fatto su una semplice graziella eri bella ma ti ha stufato stare seduta su un ferro vecchio hai preferito un bel sedile in vera pelle hai fatto la ribelle hai scelto di passare le serate piú belle con un'altro non l'ho mai accettato una fragranza d'una rosa non é bastata come inchiostro sono ho deciso così stó in un feretro sarò scheletro ero elettrico non ero ricco é giusto così fa male il nostro amore é andato a picco a scendere vedere perdere tutto é lutto ci sono cascato mi hai subito dimenticato non sei stata una vera dama ho lasciato un libro io stó dentro ná salma
ibra inkrose ©
